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Verso l'agenda del paese - Save the date | 4 giugno

 Assemblea promossa dall’Alleanza Transizioni Giuste e da ALI- Autonomie Locali Italiane. 

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3° Forum - Save the Date

Al Forum Economico di Davos, il premier canadese Mark Carney ha scelto parole nette: “We are in the midst of a rupture, not a transition”. La forza di questa formulazione non sta nell’enfasi, ma nel metodo: nominare ciò che sta accadendo senza rifugiarsi in formule rassicuranti. Le policrisi – economica, sociale, ambientale, democratica – che stiamo vivendo sembrano acuire faglie che accelerano le disuguaglianze e minano il diritto dei cittadini a condurre una vita dignitosa.    

Forse non dobbiamo più chiederci soltanto come governare la transizione, ma che cosa dobbiamo cambiare in noi come individui e come società – nei nostri strumenti, nelle nostre istituzioni, nelle nostre abitudini – per essere all’altezza di ciò che accade, per guidare il cambiamento senza subirlo.  La domanda, allora, non è solo che tipo di cambiamento stiamo vivendo, ma come accompagnare, o meglio, direzionare il cambiamento. 

Da qui la necessità di ricomporre la nostra “cassetta degli attrezzi” – teorica, politica, amministrativa – e di mettere alla prova anche le parole che usiamo: transizione, sostenibilità, sicurezza, sviluppo, attrattività, rigenerazione. È realismo. È responsabilità. È un invito alla scelta. Il punto, infatti, non è abbandonare l’orizzonte delle transizioni. È, semmai, ancorarlo a una postura di realismo: essere cioè pragmatici, capire come tenere insieme diritti, coesione e sostenibilità con la consapevolezza che la trasformazione richiede conflitto, priorità, scelte, visione e azione pubblica.  

Se infatti le parole che usiamo diventano etichette performative, rischiamo di produrre ciò che Carney, richiamando Havel, descrive come “vivere dentro una finzione”: continuare a ripetere un ordine (o una promessa) che non funziona più, solo perché non sappiamo ancora con che cosa sostituirlo. Trasposto nel campo urbano, questo significa riconoscere una tensione strutturale: le città sono, da un lato, laboratori di innovazione, sperimentazione e coesione sociale; dall’altro, luoghi in cui si concentrano rendite, espulsioni, segregazioni e nuove vulnerabilità. Dove il pubblico fatica a orientare le decisioni, la città rischia di trasformarsi in piattaforma estrattiva: spazio ottimizzato per valorizzare asset (immobiliari, turistici, finanziari) più che per garantire diritti, benessere della comunità e qualità democratica.

Carney avverte che un mondo di “fortezze” è più povero, fragile e meno sostenibile. Anche le città possono diventare “fortezze”: non necessariamente con muri fisici, ma attraverso dispositivi di selezione e accesso (prezzi, accessi, securitizzazione, privatizzazione di spazi e servizi) che restringono la cittadinanza reale. La sfida delle transizioni giuste, oggi, è evitare che la risposta alla policrisi sia la città-fortezza e incentivare invece la costruzione di una città come spazio di opportunità.   È a partire da queste domande e altresì sulla scia delle proposte di indirizzo presentate all’interno del volume “Città Possibile”, che si colloca la Terza Edizione dell’Alleanza per le Transizioni Giuste, promossa dal Comune di Bologna, Arci e Fondazione Feltrinelli.  L’edizione di quest’anno, assieme ad ALI Lega delle Autonomie Locali, intende mettere alla prova parole, paradigmi e policy che utilizziamo per raccontare le trasformazioni concrete della città, portandole all’attenzione della cittadinanza sempre più arricchite di senso e di potenziale trasformativo della realtà.

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Il 4 giugno a Bologna, dalle 14 alle 20, si terrà l'Assemblea promossa dall'Alleanza per le Transizioni Giuste e da ALI- Autonomie Locali Italiane. 

Per partecipare, è necessario compilare il seguente modulo: l’obiettivo è creare un report con tutte le proposte emerse,  "verso l'agenda del paese” , che siano:

● essere attuabili a livello locale (piccoli comuni e grandi città);

● avere una declinazione nazionale coerente in vista delle elezioni del 2027.
 

Quando e dove: 4 giugno dalle 14.30 alle 20.00, a Bologna

Al termine dell'incontro è prevista una cena e un evento culturale in Piazza Maggiore

L’assemblea è all’interno della terza edizione del Forum Transizione Giusta: la novità è la collaborazione con ALI - Lega delle autonomie Locali e con il Festival dedicato ai Portici caratterizzato da una forte offerta culturale. Da questo connubio, il Forum diventa quindi occasione non solo per dare corpo e voce alle comunità e alle progettualità dell’Alleanza, ma anche promuovere proposte e tematiche verso un pubblico allargato: una fabbrica delle idee, una piattaforma per immaginare, connettere e supportare in modalità più inclusive rispetto a quanto realizzato nei primi due anni di attività.

Obiettivo di questa terza edizione è di raccogliere, a partire dai report prodotti, disponibili sul sito, e dal libro “Città possibile” edito dalla Fondazione Feltrinelli, una sintesi delle proposte raccolte in questi 4 anni di incontri, seminari, laboratori,  "verso l'agenda del paese”.

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